Q&A: Le Risposte e le Verità sul Fotovoltaico

Il fotovoltaico, accumulatore di energia 

Il fotovoltaico ormai è una tecnologia matura ed affidabile, deve però essere proposta e gestita da professionisti del settore, perché ha delle peculiarità che lo potrebbero rendere molto utile, fruibile e conveniente, ma anche, se male utilizzato, non conveniente, e nei casi più gravi, provocare problemi all’utilizzatore o agli edifici sui quali è posato.

 

Q) Come faccio a scegliere un impianto fotovoltaico?

A) La prima cosa da fare è rivolgersi a professionisti di consolidata esperienza con alle spalle innumerevoli installazioni funzionanti che possano illustrare in modo completo le caratteristiche tecniche e le modalità operative della realizzazione di un impianto fotovoltaico.

 

Q) Come si misura la potenza di un impianto fotovoltaico?

A) E’ prassi consolidata nel mondo fotovoltaico di utilizzare come unità di misura per esprimere la taglia e la partenza di un impianto i kWp (kilowatt di picco) che non è altro che la somma della potenza nominale di ogni singolo pannello (10 pannelli da 250 Wp formano un impianto da 2,5 kWp) a questa potenza andrà abbinato un inverter fotovoltaico di adeguata potenza che converta la corrente generata dai pannelli in presenza di luce o sole sufficiente da continua ad alternata (quella che serve a noi in casa o in azienda, 230 Volt monofase o 400 V trifase).

Impianto fotovoltaico

Q) Se compro un impianto da 2,5 kWp quanto produrrà il mio impianto fotovoltaico?

A) Sicuramente non produrrà 2,5 kWp perché ci sono tutte le perdite del sistema generate dai componenti dell’impianto e ovviamente dalla situazione di installazione e ambientale, relativa anche al momento della giornata. In ogni caso sul visore dell’inverter o sull’app del telefonino anche in una situazione ideale non vedremo mai 2,5 kW che è comunque la potenza nominale di picco dell’impianto, potremo vedere nel momento di maggior produzione, indicativamente nei mesi di maggio/giugno negli orari centrali della giornata, un dato che potrebbe essere la potenza nominale suddetta ridotta di circa il 3/20% a seconda di tutte le variabili suddette, nel caso di 2,5 kWp potremmo aspettarci una potenza istantanea di circa 2,4/2 kW (kilowatt istantanei). Il dato di produzione istantanea è importante ma non è assolutamente il più importante pensando al vero scopo di un impianto fotovoltaico, il RISPARMIO alla fine dell’anno!

 

Q) Qual è il dato più importante di un impianto fotovoltaico?

A) E’ la produzione annua in kwh (kilowattora) cioè la somma di tutta la potenza reale prodotta durante l’anno. Un impianto da 2,5 kWp sul tetto di una casa nel nord Italia esposto correttamente e ben mantenuto potrebbe produrre indicativamente 3000 kWh all’anno, questo è un dato molto variabile comunque dato che viene influenzato da tantissimi fattori non prevedibili e programmabili, comunque le statistiche ci supportano con dei dati previsionali abbastanza corretti e reali e solitamente i dati previsionali redatti da professionisti sono poi attinenti alla realtà.

 

Q) L’impianto fotovoltaico come si comporta durante l’anno?

A) La produzione di un impianto fotovoltaico è similare a una curva che ha il suo massimo nelle ore centrali della giornata 12:00-14:00, cresce al mattino e termina alla sera. È però importante considerare che d’inverno esso produce solo il 20% circa della produzione annua che è concentrata soprattutto, e comprensibilmente, nel periodo primaverile, estivo e pre-autunnale. È quindi molto importante per un suo corretto utilizzo esser consapevoli di questa peculiarità.

Fotovoltaico

 

Q) Cosa bisogna fare per rendere un impianto fotovoltaico conveniente?

A) Bisogna auto consumare (utilizzare) l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico nel medesimo istante nel quale è prodotta, ovviamente questo potrebbe essere difficile in un’abitazione dove durante il giorno le persone non ci sono o comunque non consumano energia.

 

Q) Come di fa quindi a rendere efficace un impianto fotovoltaico, che strumenti ci sono a disposizione?

A) Sicuramente occorre affidarsi al professionista di fotovoltaico che possa costruire un sistema energetico per la casa, il terziario o l’azienda, ben bilanciato dove i consumi si incontrano correttamente con la produzione dell’impianto fotovoltaico.

Impianto fotovoltaico in casa

Q) Si possono avere esempi concreti di ottimizzazione del fotovoltaico?

A) Premesso che attualmente non esistono più gli incentivi statali sulla produzione di energia da fotovoltaico, ci sono tantissime regole da seguire, alcune burocratico/fiscali, alcune tecniche.

 

Q) Lo scambio sul posto dell’energia?

A) Questo è un meccanismo burocratico che consente di recuperare parte del costo (un 30%) circa dell’energia prodotta e utilizzata non nel medesimo istante (autoconsumo), è un contratto che si stipula con il gestore dell’energia elettrica (G.S.E.) è L’Enel, viene eseguito dal professionista sul sito dedicato, sottoscrivendo un contratto dedicato.

Risparmio energetico

Q) Che cosa succede alla restante parte dell’energia non autoconsumata?

A) Se non viene autoconsumata viene persa dato che in ogni caso oggigiorno la vendita nella rete dell’energia in eccesso, sia a livelli privati, terziari ma anche industriali è molto poco conveniente perché pagata pochissimo.

 

Q) Che cosa bisogna fare per rendere efficace e conveniente un impianto fotovoltaico?

A) Bisogna autoconsumare (utilizzare) almeno il 60/70% dell’energia prodotta dal nostro impianto, istantaneamente, nei vari momenti della giornata.

 

Q) Come si fa ad autoconsumare?  Ci sono sistemi o tecnologie da adottare?

A) Ci sono sia buone pratiche da adottare che anche sistemi tecnologici in grado di aiutare. La buona pratica è quella di utilizzare gli elettrodomestici e/o eseguire attività che richiedono uso di energia elettrica durante il giorno o meglio quando il fotovoltaico produce tanto (vedi curva di produzione, ore centrali della giornata). La tecnologia è quella che automaticamente fa partire dei macchinari o apparecchiature varie quando c’è il sole o una buona produzione, nei sistemi più complessi e raffinati (vedi sistema Aspec home: www.aspechome.it) vi è un software avanzato che connette e comanda gli utilizzatori in modo intelligente.

Risparmio autoconsumo fotovoltaico

Q) Ho sentito parlare di batterie di accumulo per immagazzinare la corrente/energia che non autoconsumo (non utilizzo) durante il giorno per poterla poi utilizzare alla sera o in altri momenti.

A) E’ vero, esistono le batterie di accumulo, di varie marche, Tesla, LG, Samsung, Sony, ecc., attualmente vengono utilizzate quelle al litio di ultima generazione, similari a quelle dei telefonini ma di dimensioni più grandi come un piccolo trolley. La tecnologia è ormai collaudata e funzionante, il problema sono ancora gli alti costi che rendono il tempo di rientro dell’investimento molto lungo, sopra i 10 anni. Allo stato attuale dei costi di questa tecnologia per ottenere un risparmio significativo è meglio riuscire ad utilizzare l’energia in tempo reale che accumularla. Gli impianti realizzati funzionano e danno buone performance, ma diventano sempre meno convenienti con l’aumentare della capacità della batteria a causa dell’impatto dei costi dell’accumulo elettrico.

Risparmio energetico e accumulo

Q) Posso diventare autosufficiente con le batterie di accumulo ne utilizzassi una grande quantità?

A) E’ praticamente impossibile perché, a parte gli altissimi costi, durante l’inverno non riuscirei mai a ricaricare le batterie a causa della bassa produzione del fotovoltaico.

 

Q) Gli impianti con le batterie di accumulo sono sempre collegate alla rete Enel?

A) Con le nuove normative gli impianti fotovoltaici che dispongono di batterie vanno collegate alla rete Enel mediante una richiesta ufficiale scritta, anche se l’impianto fotovoltaico fosse esistente, anzi, occorre assicurarsi bene che i prodotti che si vanno ad installare siano certificati e approvati preliminarmente da Enel.

 

Q) E’ vero come si sente dire che se tolgo la caldaia e metto la pompa di calore per scaldare e raffreddare la mia casa/azienda non spenderò più nulla perché il fotovoltaico farà funzionare tutto gratuitamente con l’energia del sole?

A) Questa è una credenza sicuramente errata soprattutto per la parte relativa al riscaldamento dato che d’inverno, date le poche ore di sole, l’orientamento del sole (basso sulla linea dell’orizzonte) e il clima non sempre soleggiato, fanno si che l’energia prodotta dal fotovoltaico sia molto poca e che la richiesta, a causa del freddo, sia molto alta, indipendentemente dall’efficienza dei sistemi e dall’isolamento dell’abitazione. In estate, anche in assenza di un’automazione specifica che ottimizzi il funzionamento l’autoconsumo sarà sicuramente maggiore, lo sarà tanto di più se si renderà il sistema molto automatizzato mediante l’utilizzo di uno strumento come l’Aspec home.

Impianti fotovoltaici e risparmio

Q) Come posso fare per risparmiare e avere un sistema efficiente?

A) Andare da un professionista del RISPARMIO ENERGETICO che possa progettare, costruire e realizzare il sistema più efficiente possibile, che sarà comunque vestito su misura a seconda delle esigenze dell’utente sia esso privato, terziario o industriale.

 

Q) Solo per avere un’idea, quali sono i sistemi più performanti e consigliati che possono essere alimentati con successo dal fotovoltaico?

A) Facendo un riassunto possiamo suddividerli in due grandi categorie; dove sussistono sistemi di climatizzazione a pavimento ad acqua e dove ci sono sistemi ad aria o a termosifoni, in OGNI CASO le maggiori performance energetiche si ottengono con sistemi IBRIDI perché, a parte rare eccezioni (case o edifici passivi) non esiste un’unica tecnologia in grado di essere vincente, soprattutto poi come suddetto, d’inverno le performance del fotovoltaico sono basse e vanno bene esclusivamente per i consumi ordinari.

 

Q) E’ possibile avere qualche esempio di fotovoltaico?

A) Soluzione 1: una soluzione interessante con riscaldamento a pavimento è un sistema ibrido caldaia (a gas, pellet, altro) abbinata ad una pompa di calore ad acqua il tutto gestito da un’elettronica di controllo integrata che utilizza in modo intelligente le due fonti, anche insieme, ma la parte elettrica a pompa di calore esclusivamente nella misura di energia da fotovoltaico a disposizione.

Soluzione 2: soluzione con termosifoni e un sistema parallelo di riscaldamento/condizionamento tipo split ad aria il tutto gestito da un sistema intelligente (Brevetto Aspec home: www.aspechome.it). Il sistema lavora sull’energia residua del fotovoltaico accendendo e spegnendo le unità in modo intelligente e soprattutto in base all’energia a disposizione prodotta dal fotovoltaico ed in base alle impostazioni dell’utente.

Soluzione 3: un sistema semplice potrebbe essere caldaia, termosifoni, split caldo/freddo, pompa di calore per sola acqua sanitaria con una semplice automazione per la sola acqua sanitaria che viene comandata dal fotovoltaico in presenza di energia il resto viene gestito in modo semiautomatico e in un secondo tempo potrebbe essere installato Aspec home che gestirà anche gli elettrodomestici di ultima generazione.

 

Q) Esistono al momento sgravi fiscali, agevolazioni o incentivi statali?

A) Esistono molti strumenti agevolativi sia per i privati che per le aziende da valutare con il professionista di risparmio energetico, i più utilizzati attualmente sono la detrazione fiscale in dieci anni del 50% o 65%, il conto termico 2.0, il superammortamento 2018 del 130% per le aziende, il bando Inail in caso di smaltimento eternit, il finanziamento POR regionale per il risparmio energetico che concede un finanziamento agevolato e un fondo perduto del 20% circa.

Incentivi statali fotovoltaico

Q) Quali sono i costi indicativi di un impianto fotovoltaico?

A) I costi partono da circa 2000 €/kWp per i piccoli impianti per arrivare a meno di 1000 €/kWp per gli impianti industriali. Un 3 kWp costerà quindi 6000 € circa e un 100 kWp 100.000 € circa. Le variabili sono molte, materiali utilizzati, tipologia di installazione, accessori richiesti.

 

Q) Quali sono le regole per costruire un impianto fotovoltaico?

A) Le regole autorizzative cambiano molto da Comune a Comune ma soprattutto a seconda del contesto. La soluzione migliore è sempre quella di chiedere all’ufficio tecnico comunale che dirà se occorre una semplice richiesta/comunicazione di edilizia privata (usata di solito dove non sussistono vincoli) oppure una DIA o una SCIA per il quale occorrerà un professionista, di solito il geometra che conosce la vostra situazione catastale. Se si risiede nei centri storici o in zone specifiche vicino a fiumi o aree a edilizia protetta occorre sempre chiedere le specifiche realizzative perché potrebbero essere richiesti particolari accorgimenti come ad esempio che i pannelli non si devo vedere da terra, oppure devono essere montati piatti oppure integrati nel tetto o è richiesto un calore specifico della cornice dei pannelli fotovoltaici. Molto difficilmente il permesso sarà negato.

Ambiente e fotovoltaico

Q) Posso realizzare un impianto fotovoltaico sul mio palazzo o condominio?

A) Fatte salve le verifiche autorizzative suddette, la disciplina legislativa di riferimento art. 1122 bis del Codice Civile, introdotto dall’art. 7, co. 1, L. 11/12/2012, n. 220 riforma completamente l’istituto giuridico del Condominio ed in particolar modo nei commi 2 e 3 viene chiaramente specificato che ciascun condomine ha diritto a costruire un impianto fotovoltaico a proprio uso nei millesimi a sua disponibilità, né da comunicazione all’amministratore ma non necessita di autorizzazione dell’assemblea condominiale, fatto salvo che non crei impedimento ad alcuno nelle parti comuni.

 

Q) Di che manutenzione necessita il fotovoltaico? Serve lavarli?

A) La manutenzione è quella di tipo ordinario che consente di preservare il buon funzionamento dell’impianto fotovoltaico , è sempre consigliato avere un’interfaccia sullo smartphone che invii segnali di allarme o anomalie in modo tale da poterne ripristinare il funzionamento in caso di problematiche, anche magari semplici come la disconnessione a causa di un temporale o una sovratensione Enel.

La pulizia e il lavaggio dei pannelli fotovoltaici sono consigliabili soprattutto sulle installazioni piatte o a bassa pendenza o se posizionati in luoghi ad alto tasso di smog o polveri volatili.

lavare i pannelli solari fotovoltaici

Q) A fine vita dell’impianto fotovoltaico, cosa succede ai pannelli e alle apparecchiature?

Quanto dura un impianto fotovoltaico?

A) I pannelli fotovoltaici sono realizzati tutti con materiali riciclabili e/o recuperabili, al momento dell’installazione la ditta installatrice paga un bollettino per lo smaltimento futuro al COBAT, l’ente per smaltimento rifiuti speciali, in questo modo basterà inviare i pannelli a fine vita, o anche rovinati e guasti, per avere il diritto allo smaltimento. Occorre dire che il ciclo di vita degli impianti fotovoltaici si sta rilevando sempre maggiore, ad oggi oltre i 30 anni.